“Ho sempre creato per cercare un luogo dove nascondermi, dove ritrovare me stesso, spesso accadeva nel mio passato, di ritrovare memorie olfattive vicino al cuore”.
Con una lingua poetica e raffinata, Fusciuni mescola autobiografia e visione, realtà e sogno. I capitoli si susseguono come meditazioni, scanditi dal ritmo lento e contemplativo della scrittura, in un flusso che unisce corpo, profumo e anima.
Le parole evocano immagini in un continuo di rimandi sinestetici: la pioggia su una pietra, l’odore di tabacco, il vento del mare, la polvere di un caffè lontano. Ogni sensazione diventa gesto narrativo, un modo per raccontare l’assenza e il desiderio di appartenere a un “ovunque” che è al tempo stesso casa e distanza.
