Encore Du Temps
Il tempo dell’amore. Il tempo della luce.
Ci sono profumi che nascono da un luogo.
Altri prendono forma da un ricordo.
Altri ancora diventano il riflesso di una ricerca interiore, il tentativo di trasformare in materia qualcosa che, per sua natura, non può essere trattenuto.
Encore du Temps appartiene a quest’ultima categoria.
È una delle creazioni più intime del percorso di Meo Fusciuni, ma anche una delle più rivoluzionarie. Non perché cambi il linguaggio poetico della Maison, bensì perché ne sposta il centro emotivo. Per la prima volta il viaggio non è verso una terra lontana, ma verso una persona. Non è la scoperta di un paesaggio a guidare il racconto, ma il desiderio di custodire un momento vissuto insieme.
È il primo autentico floreale della collezione, ma prima ancora è una dedica d’amore.
Quando il viaggio diventa una persona
«Encore du Temps è stato il primo profumo in cui non ho pensato solo a me stesso, ma il primo momento in cui ho deciso di raccontare di noi.»
Queste parole raccontano meglio di qualsiasi piramide olfattiva ciò che rappresenta questa fragranza.
Per oltre un decennio il lavoro di Meo Fusciuni ha trovato nel viaggio la propria grammatica narrativa. Ogni composizione nasceva dall’incontro con luoghi, culture, persone e paesaggi capaci di lasciare un’impronta profonda nella memoria.
Con Encore du Temps il viaggio rimane, ma cambia significato.
La destinazione diventa l’amore.
La memoria diventa condivisione.
Il racconto non è più soltanto quello dell’autore, ma quello di due persone che attraversano insieme il tempo.

Federica, presenza discreta e anima imprescindibile del progetto Meo Fusciuni, diventa per la prima volta parte della narrazione. Non come protagonista dichiarata, ma come presenza costante, osservata con delicatezza attraverso lo sguardo del Maestro.
Nasce così il ritratto più intimo della Maison.
Luang Prabang, dove il tempo rallenta
L’ispirazione prende forma durante un viaggio in Laos.
Nella quiete di Luang Prabang, città sospesa tra spiritualità, architetture coloniali e il lento scorrere del Mekong, il tempo sembra assumere un ritmo diverso.
Seduti sulla terrazza di una storica casa coloniale, una tazza di tè tra le mani.
Un piccolo fiore di Osmanthus cade lentamente nell’infuso.
Il suo profumo si mescola al vapore.
Il fiume continua a scorrere.
Per qualche minuto tutto sembra perfetto.
È in quell’istante che nasce una domanda universale:
Vorrei che il tempo si fermasse in questo momento.
Quella frase diventa il cuore di Encore du Temps.
Non il desiderio di tornare indietro, ma quello di prolungare la felicità.
Di abitare ancora quell’istante.
Il primo floreale della Maison
Chi conosce Meo Fusciuni sa quanto la luce sia spesso affiancata all’ombra, quanto il silenzio dialoghi con la memoria e quanto la materia prima sia sempre al servizio del racconto.

Encore du Temps rompe questo equilibrio introducendo una nuova prospettiva. È un profumo senza ombre.
Un profumo che parla di luce.
La composizione si apre con Bergamotto e Mandarino, luminosi e delica9, come i primi raggi del mattino.
Il Tè Verde accompagna il respiro della fragranza, costruendo uno spazio di quiete nel quale l’Osmanthus diventa protagonista assoluto.
Caldo, fruttato, vellutato.
Un fiore capace di evocare contemporaneamente la dolcezza della frutta matura e la leggerezza di una fioritura autunnale.
Accanto a lui sbocciano Champaca e Magnolia, che ampliano la dimensione floreale con eleganza e trasparenza.
Sul fondo il Benzoino del Laos restituisce morbidezza e profondità, mentre il Sandalo e il Mate custodiscono il ricordo con una scia soffusa, avvolgente e profondamente umana. Nulla è eccessivo.
Ogni nota sembra respirare insieme alle altre.
Una nuova tappa della Trilogia Senza Tempo
Encore du Temps rappresenta il secondo capitolo della Trilogia Senza Tempo, il percorso creativo dedicato al viaggio fisico e mentale attraverso India, Laos e Giappone. Se il viaggio rimane il filo conduttore della collezione, il suo significato evolve. Il Laos non è soltanto un luogo geografico.

Diventa uno stato dell’anima.
Uno spazio in cui il tempo perde consistenza e lascia emergere ciò che conta davvero. L’amore.
La presenza.
La gra9tudine.
È qui che Encore du Temps trova la propria identità.
Non come semplice interpretazione olfattiva di un paese, ma come testimonianza di un momento che continua a vivere nella memoria.
Un fiore che conDnua a fiorire
L’Osmanthus non è soltanto il cuore della composizione.
È anche il simbolo di quel viaggio.
Oggi cresce nel giardino dell’Atelier di Sarzana.
Ogni autunno torna a fiorire.
Il suo profumo riporta Meo Fusciuni in Laos, su quella terrazza, davanti al fiume, accanto alla persona amata.
È la dimostrazione che un profumo può custodire il tempo.
Che la memoria può avere un odore.
Che l’amore può continuare a vivere attraverso una materia invisibile.
Ancora tempo
Encore du Temps non è soltanto una fragranza.
È un invito.
A rallentare.
Ad ascoltare.
A riconoscere la bellezza dei momenti più semplici.
Perché spesso la felicità non ha bisogno di grandi gesti.
Ha bisogno soltanto di qualcuno con cui condividere una tazza di tè, una luce che attraversa il pomeriggio e il desiderio, profondamente umano, di poter dire ancora una volta: Vorrei altro tempo ancora.
Ancora.
E ancora.