LA COLLEZIONE

"Vorrei emozionare le persone con gli odori, poter raccontare una storia senza immagini o suoni, senza quasi poter toccare, quella piccola nuvola odorosa che vicino a noi si spande..."

1# nota di viaggio (rites de passage)

(eau de parfum)

Il nostro primo profumo nasce ad Istanbul, nella porta d’Oriente, nella nota di pepe nero, la magia dei bazar, la nostalgia del ritorno, la gioia di luoghi sacri.
La prima opera di Meo Fusciuni ci accompagna in un viaggio delicato e vibrante. Ogni porta, ogni momento è segnato nella profumazione, trova nella metamorfosi il suo cammino, dalla Nota di Testa di Pepe nero, Pompelmo e bergamotto, alla nota di Cuore di Ylang-Ylang e Geranio; la profonda Nota di Base e intima preghiera del Sandalo e dell’Incenso.
Lo zampillo che spande... mille tremule foglie... tanti zampilli lasciano cadere memorie nella terra d’Oriente, nella porta che dona passaggi, nella porta dove lo sguardo è anche amaro, speziato.
Radica nella terra lavorata, scavata, massacrata dall’uomo, il Vetiver, dalla quale zampilla enorme e rosso e carnoso il legno del Sandalo, porta in grembo le resine divine, il sacro incenso e la dolcezza del Benzoino, la potenza del Patchouli.

2# nota di viaggio (shukran...)

(eau de parfum)

Nel secondo viaggio si scoprono i profumi del Marocco.
L’incanto è l’incontro, lo spazio di Luce che percorre il tempo dell’arrivo dal lungo viaggio, dalla Turchia al Marocco.
"Ebrezza, leggero navigo, tra i colori e i profumi, tra il mare e la sabbia.
Cosa ricordare del Marocco? Cosa portare via con me?"
Nato dall’incontro della Menta con il Tabacco, Shukran… celebra la leggerezza di un popolo, di un luogo magico; qui si incontrano gioia e attesa, nasce la cura del tempo, il tempo per un tè alla menta. 

Shukran è una dedica ad un popolo, un luogo speciale per il mio passato, in questo paese ho fatto la maggior parte delle mie ricerche di etnobotanica, ho voluto raccontare il lato più gioioso della mia esperinza in Marocco, i momenti di quiete che passavo bevendo tè alla menta marocchino e scrivendo i miei diari di viaggio. Il tè alla menta è anche il mezzo attraverso il quale gli uomini si incontrano, decidono di sostare e raccontarsi, magari anche solo attraverso gli sguardi, è un profumo molto importante per me, anche se nella composizione può sembrare semplice racchiude un mondo di emozioni.

3#nota di viaggio (ciavuru d'amuri) 2019 NEW!

(eau de parfum)

L’ultima tappa della Trilogia del Viaggio è dedicata alla Sicilia, la mia terra natìa. La traiettoria olfattiva, iniziata a Istanbul e proseguita a Marrakech si chiude con un viaggio nella memoria. Questo profumo racconta attraverso le note olfattive che lo compongono i lieti momenti dell’infanzia passata nell’isola, nella casa della nonna e tra le braccia di mia madre durante le processioni sacre. “Ciavuru d’amuri” in siciliano significa appunto “profumo d’amore”. 
Questa fragranza per Me è una dedica non solo a mia madre, ma anche alla mia terra, generatrice di tutta la bellezza siciliana.
Il profumo apre con la nota di Fico, nella nota verde delle foglie e lattiginosa della linfa; la nota di testa è accompagnata dalle note agrumate del Bergamotto e verdi aromatiche dell’Artemisia. 
Il cuore di Ciavuru d’amuri è bianco, come le vesti delle madri e il sole della Sicilia, un bouquet fiorito di Gelsomino e Ylang-Ylang. Il tutto va avanti, e nell’ascolto su pelle di Ciavuru d’amuri iniziamo a sentire le note aromatiche e austere dell’Incenso delle festività sacre, profumo che impregnava le vesti dei fedeli e le antiche chiese del paese natale, Mazara del Vallo. Nonostante l’Incenso sia una nota spesso considerata pungente e forte, qui invece ha una forma olfattiva delicata, non perdendo il tema del profumo, la delicatezza dell’amore e la luce bianca dell’amata Sicilia. La nota di base è accompagnata dalle note legnose del Cedro e del Sandalo e dalle note resinose del Benzoino.

3#nota di viaggio (ciavuru d'amuri) ​

(eau de parfum)

Il terzo viaggio di Meo Fusciuni si compone di memorie olfattive, dei miei amori, dei miei profumi. 
La Terza nota di viaggio nasce in Sicilia a sud del mondo, dove la nota di fico, celebra l’avvento della luce, l’arrivo del caldo pomeriggio, l’attesa della notte.
Apre il cuore del bianco fiore narcotico del Gelsomino. Santuario della felicità, nella luce che splende e porta al mare;  l’attesa nel bianco abito della cerimonia, della Santa Festa dell’amore, nel Santo aroma dell’incenso. 
La mescolanza ancora una volta porta l’alchimia al compimento, un incontro segnato dal desiderio, dal segreto svelato di un sogno... profumare la vita della propria intimità. 
Le note dapprima intime, divengono tricotomia del dialogo, del triplice corpo di un profumo...base, cuore e testa. 
 "Alla fine ho ritrovato la mia terra...". 

Notturno

(parfum)

Nel tempo della notte, nel tempo della poesia e della ricerca intima nasce Notturno. Racchiuso in cinque momenti poetici autobiografici, la piramide olfattiva di Notturno vive in un accordo di inchiostro e rhum, frutti lasciati maturare a lungo, come memorie. Il legno, del bosco, presente, bagnato; nel cammino a piedi nudi del poeta, alla ricerca, al continuo tendere. Tema fondante di questo lavoro è la poesia: Rilke, Holderlin, Celan, Neruda e De la Cruz. La piramide poetica/olfattiva di Notturno è un'opera buia, che lacera, che protegge e di sensuale odore ti avvolge. Il Rhum, nota di testa, è memoria olfattiva delle notti insonni; balzo alcolico iniziale che abbraccia la nota gourmand. Il liquido ambrato, compagno di notte, unico, fedele. Sul cuore si posa l'Inchiostro, la poesia, nota olfattiva dello scrittore, dell'animo umano; accanto a lui l'odore del Cuoio, la materia che da sempre avvolge il vecchio diario. A terra, nella base di Notturno, dove il poeta ha camminato, i legni, la Betulla e il Cedro, le resine dimenticate e amate, l'Incenso, l'Ambra, il Muschio. La metamorfosi odorosa di Notturno, svela nottetempo la sua poetica essenza.
 
“Ho aspettato che tutto passasse,
che la moltitudine diventasse unicità.
Architettura olfattiva del cuore”

Luce

(parfum)

Il viaggio è arrivato al suo punto, alla sua soglia, il silenzio.
Luce è la naturale contrapposizione di Notturno, il bisogno di equilibrio, di stabile coscienza di sé.

Il viaggio è arrivato al suo punto, alla sua soglia, il silenzio.
Nasce da un percorso introspettivo che comincia con l’inizio di un nuovo giorno, quando la natura non si è del tutto risvegliata, l’aria è ancora umida, tutto è stasi, silenzio e lo sguardo umano si meraviglia al sorgere dell’alba. 
L'ispirazione nasce dalle parole dell'architetto americano Louis Kahn, un insegnante nel plasmare la luce e la materia:“Ritengo che la luce sia la fonte di ogni presenza e la materia sia luce consunta. Ciò che la luce crea, proietta un’ombra e l’ombra appartiene alla luce. Percepisco la presenza di una soglia, che separa la luce dal silenzio, che porta dal silenzio alla luce, immersa in un’atmosfera ispirata, dove il desiderio di essere e di esprimere incontra il possibile. La roccia, il corso d’acqua, il vento sono fonti di ispirazione. Prima con stupore e poi consapevolmente, osserviamo ciò che di bello vi è nella materia.

Nel santuario dell’arte, la luce incontra il silenzio e il silenzio la luce”. 

La piramide olfattiva di Luce supporta un'architettura di purezza e luminosità, esprime in realtà un sentimento di profonda serenità. Un profumo che rappresenta l'inizio di un nuovo giorno, un foglio di carta su cui scrivere la parola fine su un lato e dall'altro l'inizio di una nuova storia.

Narcotico

(parfum)

Come ogni indelebile segno ricordo bene ogni passo.
Il viaggio è iniziato nella città di Palermo, sugli scalini di una chiesa, in un settembre passato. Sapevo che stavo cercando qualcosa che mi facesse iniziare a scrivere e a sentire. L’odore incessante di quella soglia che non ho mai varcato è ancora nella mia memoria olfattiva. Palermo come inizio, un viaggio in diversi luoghi alla ricerca di un significato a tutto il cammino. Il mio destino ha segnato un percorso olfattivo su cui l’anima ha il dovere di camminare, l’opera massima è diventata il viaggio, la ricerca. Narcotico racconta un inizio, un nuovo  ciclo  che avviene. Un  profumo  che  diventa  rito,  primo  capitolo  di  un  nuovo  percorso  di  ricerca, 
poetico-olfattivo, il “Ciclo della Mistica”.
Un viaggio fisico e mentale in luoghi sacri e trasfigurati dell’Odore, dell’animo umano.
L’iconografia olfattiva è ricercata nell’odore profondo, che riconduce come ogni memoria ad una via, già percorsa dall’uomo, già vissuta dalla nostra anima. Profumi, odori, stati mistici intrecciati che vestono il corpo. Incenso, Oud, Benzoino, Patchouli, Fava Tonka…
L'incontro con l'immagine sacra, come ogni preghiera è culla di un nostro bisogno. Immagine dopo immagine, il volto si ferma, il capo si china sulla resina odorosa.
Il ricordo rimane. Narcotico.

Odor 93

(parfum)

Nel viaggio onirico ho racchiuso l’essenza di questo secondo capitolo della mistica.

Nell’immaginario del non trovarsi, del perdersi e soltanto lontano da quel luogo decifrare il significato.
Come al centro di un sogno il corpo fiorito di Narciso e Tuberosa raccontano passo dopo passo il cammino nella foresta di betulle, dove vive l’animale e si celebra il rito della favola, luogo mentale e spirituale del profumo.
Vi sono luoghi del mondo lontanissimi, legati fra loro da un filo sottile, immaginario, ho provato a dare un odore a questo legame invisibile, ho trovato un cuore fiorito nella foresta, ho ascoltato l’animale parlare, ho visto la fine del giorno, ho scoperto segni odorosi del passato, ho ritrovato nella mia terra il significato. Ho raggiunto Thelema. Nel segreto delle parole si nasconde la magia della natura. Il numero 93 rappresenta la chiave mistica di questo viaggio.

 

"L’odore è un’anima che disegna la nostra ombra". 

L'oblìo

(parfum)

L’Oblìo racconta la fine di un lungo viaggio nella vita di un uomo; terzo e ultimo capitolo della trilogia della mistica. 
Nel tempo di questo viaggio ho attraversato la mia cultura natìa, le influenze di Pasolini e Antonello da Messina, ho raccontato lo stato Narcotico del sacro, ho rivisto la mia Palermo. Ho percorso le profondità, fino a raccontare le memorie più intime e a volte più dolorose del nostro sopito passato. Ho proseguito questo cammino in un rituale popolare, fiabesco, onirico e occulto, a quest’odore ho dato un numero, Odor 93. Ho promesso a me stesso, come un anatema, di perseguire il mio cammino con volontà e amore. Adesso avevo bisogno di trovare la pace, la quiete assoluta, la ricerca dell’equilibrio, il desiderio d’incontrare una diversa spiritualità, una pace che fluttua come un battello su un lungo fiume. L’ho trovata nel significato stesso della parola L’oblìo, e in un luogo molto lontano. Ho percorso un lungo viaggio per andare a cercare qualcosa che chiudesse questo triangolo magico, ho cercato una spirale luminosa, il suo cuore vegetale e il suo corpo di polvere e terra. Nell’arco di questo anno vissuto alla ricerca dell’oblìo e del suo odore, tante sono state le influenze fisiche e spirituali, un viaggio in Cambogia e le lunghe navigazioni sul Mekong, la minuziosa ricerca di materie prime sempre più pure, lo studio della memoria olfattiva come inizio di ogni processo di creazione. 
Alla fine di questo cammino ho capito che non volevo più ricordare, volevo solo perdermi nell’oblìo della mia ricerca, e stare in quiete.

Dimenticare era diventata la mia salvezza, la mia pace. 
 

Little song

(parfum)

La solitudine dell’uomo passa attraverso il suono che lo accompagna nei pensieri, nell’ interpretazione che esso fa della sua vita, passa attraverso una piccola canzone ripetuta all’infinito, che diventa suono nel silenzio, profumo. 
Un uomo nel suo nido, il tempo passa, senza poter uscire dal suo legame profondo con esso, spazio vitale e di attesa.
Tra le sue mani tiene stretto un mazzo di rose, (Ho solo dei fiori con me…) ormai secche dal tempo che le ha attraversate, solo la mano destra è libera, per toccare il perimetro delle due finestre da dove osserva il mondo, la mano sinistra sempre attenta a non far cadere le rose rosse. Per chi sono queste rose? (sul tavolo, il vaso dove ormai l’acqua stagnante sovrasta il profumo stesso dei fiori; una tazza di caffè e una sigaretta tra le dita della mia mano).
Le palle di vetro, a terra, continuamente fatte roteare per non fermare il tempo; il tempo non può fermarsi, cesserebbe l’attesa.
Ombrelli neri come persone, nel cortile della quiete, appaiono e scompaiono; persone e ombrelli, tutti sono girati, gli ombrelli non proteggono dall’acqua, persone non ascoltano altre persone. Ognuno è solo nel suo mondo, dove crescono le rose, quelle rosse, che portai con me. 

Spirito

(parfum)

“Ho iniziato a creare questa fragranza leggendo le poesie di Emily Dickinson, ho provato ad immaginare i luoghi dove lei amava passeggiare e da lì sono partito, immaginando di tornare bambino e correre nel mezzo di campi erbosi, ascoltando la natura e respirando la libertà del mio Spirito.

Il passo successivo è stato selezionare le materie prime come si fa nella costruzione di un erbario e trovarne l’equilibrio, l’eleganza che raccontasse la poesia di Emily”.

Spirito è il secondo e ultimo capitolo del Ciclo della Metamorfosi, è un profumo che racconta della libertà dell’anima, è lo sguardo lontano, è una lunga passeggiata in mezzo ai campi erbosi, è una corsa nella luce della primavera e dell’estate, è un’armonia olfattiva che non cerca contrasti al suo interno, tutto è stato pesato con cautela e molta dedizione per cercare un perfetto equilibrio, come in natura.

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